Introduzione

Indice

“Io sono la Figlia del Sole e della Luna. Io sono la Terra. Io sono l’amore della libertà che ho: l’amore degli Dei. E chiunque crede in me, deve essere anch’esso un figlio del Padre e della Madre che vivono in tutte le cose.” Aradia

Come streghetta Meroe sono felice di  parlare della mia amica-dea Aradia! Ovviamente approfondirò tante divinità e tanti caratterini, tutti diversi tra di loro ma qui volevo incentrarmi sull’immagine di Aradia e di come è stata percepita nella storia del mondo. Signora di molte streghe mie amiche, Aradia si presenta sempre quando il tramonto inizia a sfumarsi di un vivido arancio e so per certa che se ascolti il suo canto, sicuramente lei è lì che ti sta ascoltando. Vi invito a uscire fuori di casa, quando la luna è un cerchio nel cielo e provate a parlarci. Lei e sua madre Diana vi ascolteranno e potrete parlare con loro fino al mattino. Mi raccomando non abbiate paura di Aradia, è una divinità dolce ma anche diretta, non ama troppo i giri di parole, ma i suoi consigli sono sempre dati con il cuore!

ARADIA IL VANGELO DELLE STREGHE di Leland

Quest’opera è stata scritta nel 1899 da Charles Godfrey Leland rappresenta un prezioso documento storico ed esoterico sulla stregoneria italiana o più precisamente toscana. Leland stesso scrisse con entusiasmo che aveva “capito che esisteva un manoscritto che fissava i principi della dottrina della stregoneria italiana“.

Ma andiamo per ordine. Chi è Aradia e chi ha aiutato Leland a scrivere il Vangelo?

COME DIANA DIEDE ALLA LUCE ARADIA

Questo è il Vangelo delle Streghe:

Diana amava molto suo fratello Lucifero, il dio del Sole e della Luna, il dio della Luce (Splendore), che era molto orgoglioso della sua bellezza e che per il suo orgoglio fu scacciato dal Paradiso. Diana ebbe da suo fratello una figlia, alla quale essi diedero il nome di Aradia. A quel tempo c’erano sulla terra molti ricchi e molti poveri. I ricchi rendevano schiavi tutti i poveri. A quel tempo gli schiavi erano trattati crudelmente; in ogni palazzo c’erano torture, m ogni castello prigionieri. Molti schiavi scappavano. Fuggivano nelle campagne e diventavano ladri e briganti. Invece di dormire la notte, tramavano la fuga, derubavano i loro padroni e poi li ammazzavano. Così vivevano sulle montagne e nelle foreste come briganti e assassini, tutto per sfuggire alla schiavitù. Diana disse un giorno a sua figlia Aradia: É vero che sei uno spirito, Ma tu sei nata per essere ancora Mortale, e devi andare Sulla terra e fare da maestra A donne e a uomini che avranno Volontà di imparare la tua scuola, Che sarà composta di stregonerie. Non devi essere come la figlia di Caino, E della razza che è divenuta Scellerata e infame a causa dei maltrattamenti. Come Giudei e Zingari, Tutti ladri e briganti, Tu non divieni… Tu sarai sempre la prima strega, La prima strega divenuta nel mondo. Tu insegnerai l’arte di avvelenare, Di avvelenare tutti i signori, Di farli morti nei loro palazzi, Di legare lo spirito dell’oppressore. E dove si trova un contadino ricco e avaro, Insegnerai alle streghe tue alunne Come rovinare il suo raccolto Con tempesta, folgore e baleno, Con grandine e vento. Quando un prete ti farà del male, Del male colle sue benedizioni, Tu gli farai sempre un doppio male Col mio nome, col nome di Diana, Regina delle streghe… Quando i nobili e i preti vi diranno, Dovete credere nel Padre, Figlio E Maria, rispondetegli sempre, Il vostro dio Padre e Maria sono tre diavoli… Il vero dio Padre non è il vostro — Il vostro dio — io sono venuta Per distruggere la gente cattiva E la distruggerò… Voi altri poveri soffrite anche la fame, E lavorate male e troppo, Soffrite anche la prigione; Però avete un’anima, Un’anima più buona, e nell’altro, Nell’altro mondo voi starete bene E gli altri male… Dopo che Aradia ebbe imparato a praticare tutta la stregoneria e come distruggere la razza malvagia degli oppressori, la insegnò alle sue allieve e disse loro: Quando sarò partita da questo mondo, Di qualunque cosa avrete bisogno, Una volta al mese, quando la luna È piena… Dovete venire in un luogo deserto, In una selva, tutte insieme, E adorare lo spirito potente Di mia madre Diana; e a chi vorrà Imparare la stregoneria, Che ancora non la sappia, Mia madre insegnerà Tutte le cose… Sarete liberi dalla schiavitù! E così diverrete tutti liberi! Però uomini e donne Sarete tutti nudi, Fino a che non sarà morto L’ultimo degli oppressori. Morto, farete il giuoco Della moccola di Benevento, e farete poi una cena così..”

Fino ad oggi il nome della dea Aradia non era sconosciuto e solo grazie a Leland iniziò a prendere forma. Non ci sono testimonianze passate col nome Aradia però si pensa che derivi dal nome biblico di Erodiade. Ad ogni modo abbiamo svariati esempi di nomi simili, ad esempio quelli della figura correlata alla Berchta-Befana sul tipo di Erodiade chiamata Aredodesa, Bedodese, Redosa, Redosola, ecc…

Leland stesso identifica Aradia con Erodiade:

« … il nome non deriva da Erodiade del Nuovo Testamento, ma una copia più antica di Lilith che portava lo stesso nome… nel VI secolo il culto di Erodiade e Diana da parte delle streghe fu condannato dalla Chiesa al Concilio di Angora”.

Nei processi alle streghe viene spesso ripetuta questa correlazione: Diana è spesso affiancata alla figura di Erodiade, come nel processo di Milano del 1390 contro Sibillia e Pierina. Altri ancora come Piperno ipotizzarono una fusione di Erodiade con Lilith.

Lilith è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche e nella prima religione ebraica, che potrebbe averla appresa dai babilonesi assieme ad altri culti e miti come il diluvio universale presente nell’epopea di Gilgameš, durante la prigionia di Babilonia.

« Quindi un serpente, che non può essere incantato
fece il suo nido tra le radici dell’albero huluppu.
L’uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell’albero
e la vergine oscura Lilith costruì la sua casa nel tronco. »

Nella religione mesopotamica Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C.

Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo, quindi precedente ad Eva, che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito che pretendeva di sottometterla specie sessualmente. Sebbene alcuni studiosi datassero l’origine verso il VIII secolo a.C., le trascrizioni mesopotamiche accennano a questa figura già dal III millennio a.C.

Lilith è una dea che  compare nelle credenze ebraiche. Demone notturno, una civetta che risuona nella notte urlando, nella Bibbia di re Giacomo. Invece secondo la cabala ebraica Lilith è la prima donna creata da dio per renderla compagna di Adamo, primo uomo. Questo denota la sua creazione prima della nascita di Eva. Nel Medioevo,  invece risalgono a miti e leggende antiche della Mesopotamia e in un secondo momento venne identificata anche con i predatori notturni, Lamia e a ladra di bambini affine alla bretone Morrigan. Nell’immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.

Lilith compare una sola volta nella Bibbia, dove viene descritta la desolazione di Edom.

Ebraico (ISO 259): pagšu ṣiyyim et-ʾiyyim w-saʿir ʿal-rēʿhu yiqra ʾakšam hirgiʿah lilit u-maṣʾah lah manoḫ

« Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora » Isaia 34:14

e poi continua:

« Vi si anniderà il serpente saettone, vi deporrà le uova, le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli alla sua ombra; vi si raduneranno anche gli sparvieri, l’uno in cerca dell’altro; nessuno si farà attendere. »Isaia 34:15

Alla fine dell’Ottocento,con l’emancipazione femminile Lilith diventa il simbolo dell’espressione femminile che non si inginocchia all’uomo. Nelle religioni neopagane, invece viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre.

Nel libro “Storia notturna” di Carlo Ginzburg,  il nome “Aradia” nasce dall’unione dei nomi Hera e Diana, divinità sopravvissute alla storia dopo l’avvento della religione cristiana. Hera e Diana così si trasforma in Heradiana o Herodiana. Diversamente l’antropologa Sabina Magliocco ritiene più affidabile la connessione tra l’Erodiade italiana (Herodias), il culto di Erodiade e Aradia.

Altri studiosi hanno ipotizzato che Aradia sia di origine etrusca, e indicava un ruolo o un titolo sacerdotale. Dalla radice Ar fuoco (il fuoco divino della conoscenza, riservata agli iniziati) e da Dia nome di un’antichissima divinità italica della vegetazione (riconducibile alla dea Diana).

Aradia, potrebbe significare Sacerdotessa di Diana o Grande Sacerdotessa

Per la stesura del vangelo Lelad si fece aiutare dalla strega fiorentina di nome “Maddalena” (Margherita Taleni o Zaleni e si pensa provenga da Volterra) discendente dal popolo etrusco. Leland dice di averla incontrata nel 1886 e che per diversi anni Maddalena diventò di fondamentale importanza per scoprire i riti e le leggende della penisola. La descrive come un’appartenente a una tradizione magica che stava per scomparire; scrive che “grazie alla sua lunga pratica… aveva capito perfettamente quello che volevo e come riuscire a carpirlo da quelle come lei. Maddalena gli inviò moltissimi scritti, che aggiunse nei suoi libri Etruscan Roman Remains in Popular Tradition, Legends of Florence Collected From the People e infine Aradia. Dopo undici anni dalla loro corrispondenza ricevette per posta il vangelo dello streghe scritto interamente a mano da Maddalena. Il primo testo che parlava dell'”Antica religione“e l’ultimo che Maddalena gli inviò.

Credo anche che in questo Vangelo delle streghe ci sia un credibile abbozzo perlomeno della dottrina e dei riti osservati durante i sabba. Adoravano divinità proibite e praticavano riti vietati, ispirati tanto a una forma di ribellione contro la società quanto alle loro passioni personali“. Leland

Il Vangelo delle streghe di Leland ha influenzato la stesura dei testi della Wicca. A seconda delle congreghe, molti testi wiccan adoperano il nome della dea “Aradia” per indicare la Dea o semplicemente la “Regina e/o Signora delle Streghe”(viene percepita come dea protettrice e ispiratrice).


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