« Ella disse ‘Non starò sotto di te,’ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra. »

La storia di Lilith o Layla è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche- babilonesi e nella prima religione ebraica. La figura di Lilith si può trovare in innumerevoli testi, soprattutto nel folklore ebraico se ne rilevano tracce tra l’altro nella qabbalah e nel Sèfer ha-Zòhar, il Libro dello Splendore, anche se sono molteplici le versioni della sua creazione e del suo rapporto con il primo uomo: Adamo.
Nel mito Lilith era la prima donna, creata come compagna del primo uomo, fino al momento in cui questi l’avrebbe rifiutata per congiungersi  con la più simile Eva.

Lilith appare come una donna consapevole del suo potere e del suo fascino, che fin da subito comprende la sua uguaglianza con Adamo, affermando di essere stata creata uguale a lui e non inferiore, e per questo viene da lui respinta e in seguito disconosciuta come la “prima donna”.

L’Alfabeto di Ben-Sira riporta il diverbio nato tra i due in questi termini: «Ella disse “Non starò sotto di te”, ed egli disse “E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra”.»

A quelle parole Lilith pronunciò il nome di Dio e abbandonò il giardino dell’Eden, risparmiandosi in tal modo di essere cacciata e restando, contrariamente al suo compagno, una creatura immortale. Giunta sulle sponde del Mar Rosso, trovò Lucifero, Ashmodai (Asmodeo), Samael e vari demoni con il quale si accoppiò per soddisfare la sua brama di piacere sessuale. Con essi diede vita a innumerevoli jinni, fino al momento in cui Adamo chiese a Dio di riportarla da lui. Tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, vennero dunque inviati a riprenderla. I tre la trovarono e la minacciarono di morte se non fosse tornata da Adamo, ma Lilith fece loro notare di essere immortale e di non temere le loro minacce, preferendo la compagnia dei demoni.
Gli angeli minacciarono nuovamente la “prima donna immortale” e  si risolsero a dirle che avrebbero ucciso i suoi figli al suo posto se non fosse tornata remissiva al suo sposo.
A queste condizioni Lilith, pur di salvare i suoi figli, promise che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva se essi avessero invocato la protezione dei tre angeli stessi.
Da qui sarebbe nata la tradizione di mettere al collo dei neonati un ciondolo con incisi i nomi dei tre angeli.

Questa è la storia più conosciuta ma non l’unica. Lilith è una figura antica quanto la storia dell’universo e le sue radici si basano da prima che l’uomo odierno possa solo immaginare. Nel tempo, ella è stata identificata come progenitrice di ogni genere di stirpi, da quella dei jinn ai succubi e incubi per terminare con gli immortali vampiri.

LILITH

MEFISTOFELE: quella è Lilith« FAUST: ma quella chi è?

FAUST: Chi?
MEFISTOFELE: La prima moglie di Adamo,

Sta in guardia dai suoi bei capelli

Da quello splendore che solo la veste.

Fai che abbia avvinto un giovane con quelli,

E ce ne vuole prima che lo lasci. »

(Faust di Goethe)

Nella religione mesopotamica Lilith era il demone femminile associato alla mera tempesta, ritenuta oscura e portatrice di disgrazia, malattie e infine alla morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C.

Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Sebbene alcuni studiosi datassero l’origine verso il VIII secolo a.C., le trascrizioni mesopotamiche accennano a questa figura già dal III millennio a.C. Lilith compare nelle credenze ebraiche come un potente demone notturno con le sembianze di una civetta capace di portare malia ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria. La sua figura prende maggior spessore nel Medioevo, nella quale la sua immagine prende nuova forma grazie ai miti della Mesopotamia.  Un ulteriore Demone associato a Alu (La classe cui sono associati i LIL è Alu, traduzione del Sumero Gallû) è la Lamashtu che agiva sulle donne interrompendone la gravidanza o uccidendone i neonati (caratteristica che l’ebraismo poi riconoscerà propria di Lilith a dispetto del fatto che la Dea con Lamasthu non abbia niente in comune). Lamasthu si manifestava sotto forma di succubo o di febbre perniciosa, l’iconografia la rappresenta come una donna nuda con le membra inferiori che terminano ad artiglio d’uccello, testa e orecchie di leonessa o, talvolta, d’avvoltoio. È uno dei peggiori Demoni della Mesopotamia; attacca le puerpere uccidendone la prole mentre dice:

“Datemi i vostri figli che li allatterò, le vostre figlie
Ed io metterò la mia mammella nella loro bocca”.

E aggredisce anche gli uomini nutrendosi del loro sangue.

Connotazione mesopotamica

L’accadico Lil-itu (“signora dell’aria”) potrebbe riferirsi alla divinità sumerica Ninlil, dea del vento meridionale e moglie di Enlil. La storia di Adapa racconta come Adapa avesse infranto le ali del vento del sud, azione per la quale egli temette di essere punito con la morte. Nell’antico Iraq il vento del sud è associato all’aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie. Il corrispondente maschile accadico līlû non mostra suffissi desinenziali ed è simile al sumerico (kiskil-) lilla.

Etimologia ebraica

L’accadico Līlītu e l’ebraico לילית (lilith) sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> “notte” con l’aggiunta della nisba t a significare “della notte”, “notturna”. Traducono letteralmente un “essere femminile della notte/demone”, anche se le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīt e Līlītu (come pure in Ebraico) si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice, che non esige letteralmente uniformità di concetti, in ebraico e nell’arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa “sera, notte”.

Qualcuno ha osservato che Lilith sembra essere il corrispondente pagano della Madonna, ma mentre questa schiaccerà il serpente e lo dominerà Lilith ne è attratta quasi inconsapevolmente e ne è avvolta, quasi connivente nello scoprire i segreti della natura umana, come nel ritratto del pittore preraffaellita John Collier del 1892.

Origini mesopotamiche

Vi sono almeno tre tradizioni precedenti a cui la figura della Lilith ebraica può richiamarsi: una legata ad un demone di desolazione e di appassimento associata al vento e da cui anche il nome “lilith”, una legata ad un demone di distruzione e morte, e infine la più nobile in origine Ishtar o Astarte, Dea Madre del culto della femminilità, che gli ebrei stessi adorarono all’inizio della loro storia, come è testimoniato nella Bibbia.

Mitologia sumero-accadica

Lilith viene identificata con ki-sikil-lil-la-ke4, donna demoniaca in lingua sumera e appare nella storia “l’albero huluppu” i cui protagonisti sono Inanna e Gilgameš.

Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell’Eufrate che è sradicato dall’erosione dell’acqua, lo prende con sé per piantarlo nel suo giardino con l’intenzione di utilizzarne la legna per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l’albero è cresciuto, non può essere utilizzato.

(EN)« Then a serpent who could not be charmed
Made its nest in the roots of the huluppu-tree.
The Anzu-bird set his young in the branches of the tree.
And the dark maid Lilith built her home in the trunk. »
(IT)« Quindi un serpente, che non può essere incantato
fece il suo nido tra le radici dell’albero huluppu.
L’uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell’albero
e la vergine oscura Lilith costruì la sua casa nel tronco. »
(da “l’albero huluppu)

Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto piange a dirotto ma non risolve la situazione. Chiama in aiuto il fratello Utu che però non l’aiuterà così si rivolge a Gilgameš, eroe nascente, che dotato di una forza prodigiosa colpisce il serpente tra le radici, l’uccello Anzû fugge quindi con i suoi piccoli verso le montagne e così Lilith, verso i luoghi selvatici.

Mitologia babilonese

Nella mitologia babilonese si delineano tre classi di spiriti maligni:

  • Diavoli – hanno la stessa natura degli dei e producono tempeste e malattie.
  • Fantasmi – anime di defunti che vagano sulla terra senza trovare pace.
  • Demoni – esseri per metà umani e per metà divini.

Lilu, Lilitu e Ardat Lili formano una terna di demoni, la mitologia mesopotamica è spesso formata da terne divine, Lilu è il demone maschile, Lilitu quello femminile e Ardat Lili la giovane figlia. Di Lilitu il Thompson dice che è il demonio che l’uomo crea sul letto durante il sonno.

Il “Lilith Prophylactic” di Arslan Tash (Museo Nazionale di Aleppo), datato al VII secolo a.C. indica una creatura simile ad una sfinge ed una donna lupo nell’atto di divorare un bambino, con una iscrizione fonetica indicante la sfinge come Lili. L’associazione con i gufi è difficile da datare, e potrebbe essere dovuta all’associazione dell’uccello visto come uno spirito notturno succhiasangue.

Le altre componenti del mito

La Lilith ebraica non deriva da un unico corrispondente: altre figure concorrono a formarne l’antica simbologia. Lamassu è il demone mezza donna e mezza vacca, la controparte femminile del Lamashtu, il famoso bue alato con volto umano barbuto dell’iconografia assira. La Lamassu diventa la Lamia greca. La sua sola presenza significava distruzione e l’immagine veniva utilizzata come simbolo apotropaico, per incutere terrore e a protezione delle città e degli edifici. Ma la caratteristica di irresistibilità del fascino femminile viene da Ishtar (sumera Inanna) conosciuta agli ebrei attraverso la Astarte siriana (altrove Astariel o Astaroth) per la quale si praticava la cosiddetta prostituzione sacra. Così come la cananea Asheráh, venerata in un primo tempo come dea dagli stessi ebrei. È in questo passaggio, nel divieto imposto dell’adorazione di una divinità femminile, che possiamo leggere la componente di femminilità ribelle in Lilith, dove l’immaginario di bellezza, fecondità e femminilità confluiscono a ravvivare una figura fino allora solo simbolo di morte e devastazione.

Tradizione popolare

Nella tradizione popolare ebraica Lilith è un terribile demone assetato di vendetta.

Esiste una tradizione secondo la quale viene posto attorno al collo dei neonati di sesso maschile un amuleto con iscritti i nomi dei tre angeli (Senoy, Sansenoy e Semangelof detti anche Sanvi, Sansavi e Semangelaf) per proteggerli da Lilith prima della circoncisione rituale. Secondo un’altra versione si traccia un cerchio magico attorno alla culla con i nomi degli angeli. Un’altra tradizione ancora prevede che si aspetti a tagliare i capelli ad un ragazzo per far credere a Lilith che si tratti di una ragazza.

Un amuleto persiano del XVIII o XIX secolo, un ciondolo protettivo per un neonato, conservato nel museo di Israele, Gerusalemme, raffigura Lilith in catene, con “Lilith cieca in catene” scritto sotto ogni arma.

Nei ragazzi adolescenti si pensa poi che provochi le eiaculazioni notturne con cui genera demoni (i jinn nella tradizione arabo-islamica), comportandosi in tal modo come spirito succubo analogo femminile dello spirito incubo maschile.

Nella Bibbia ebraica

Lilith compare una sola volta nella Bibbia, in Isaia 34:14, dove si descrive la desolazione di Edom.

Ebraico (ISO 259): pagšu ṣiyyim et-ʾiyyim w-saʿir ʿal-rēʿhu yiqra ʾakšam hirgiʿah lilit u-maṣʾah lah manoḫ

L’edizione della CEI del 1974 traduce “lilit” con “civette”:

« Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora »
(Isaia 34:14)

e poi continua:

« Vi si anniderà il serpente saettone, vi deporrà le uova, le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli alla sua ombra; vi si raduneranno anche gli sparvieri, l’uno in cerca dell’altro; nessuno si farà attendere. »
(Isaia 34:15)

Questo sembra ricalcare i passi del racconto dell’albero huluppu (Lilith). Il libro di Isaia è datato al VII secolo a.C., e la presenza di ebrei a Babilonia coinciderebbe con i già attestati riferimenti al Līlītu nella demonologia babilonese. Schrader (Jahrbuch für Protestantische Theologie, 1. 128) e Levy (ZDMG 9. 470, 484) ipotizzano che Lilith fosse una divinità della notte, nota anche agli esuli ebrei in Babilonia.

Lo Zohar

In realtà sono stati i passaggi della Genesi a far speculare sull’esistenza di una donna che abbia preceduto Eva; si spiega che Lilith fu creata dalla terra come Adamo, quindi alla pari de facto ma Adamo voleva comandare e giacere sopra Lilith come dimostrazione della sua superiorità ma Lilith si ribellò e la tradizione maschilista la fece divenire un demone, come quegli spiriti dannosi creati durante i primi sei giorni della Creazione, divenuti demoni perché ribellatisi al Signore che non donò loro un corpo come avvenne invece per Adamo ed Eva, che si racconta fossero uniti in una sola anima prima di essere divisi e poi formati come primo uomo e prima donna dell’umanità. La creazione dell’uomo e della donna viene infatti citata nel primo capitolo:

« Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò »
(Genesi, 1:27)

Nel secondo capitolo si ripete poi, con parole diverse, prima la creazione dell’uomo con polvere del suolo (Genesi 2:7) e poi, dalla costola di Adamo (Genesi 2:22), la creazione della donna chiamata Eva.

I commentatori della Torah sostengono che prima che Eva fosse presentata dal Signore ad Adamo, quest’ultimo notò Lilith che però non gli piacque. Lo Zohar spiega che il demone Lilith, figura impura, coopera strettamente con l’angelo Satana.

Lilith nel Talmud

Sebbene i riferimenti talmudici a Lilith siano sporadici, tali passaggi forniscono la miglior immagine del demone trovata finora nella letteratura giudaica, che fa riferimento alle origini mesopotamiche di Lilith e prefigura il suo futuro come enigma esegetico della Genesi. Ricordando Lilith abbiamo visto allusioni Talmudiche che la dipingono come dotata di “ali” e lunghi capelli, andando indietro alla prima citazione in Gilgameš:

« Rab Judah citando Samuele dice: Se un aborto ha somiglianza con Lilith, sua madre è impura a causa della nascita, perché è un bimbo ma ha le ali. »
(Niddah 24b)
« In un Baraitha è insegnato: Le crescono lunghi capelli come a Lilith, siede a bere acqua come le bestie e serve da cuscino a suo marito. »
(‘Erubin 100b)

Più unica del Talmud, in merito a Lilith, è la sua carnalità insalubre, cui si allude nella “Seduttrice” ma che è espansa senza metafore vaghe nell’idea del demone che assume forma di donna per abusare sessualmente di uomini durante il loro sonno:

« R. Hanina disse: non si può dormire soli in casa [in una casa solitaria], e chiunque dorma in una casa da solo è preso da Lilith. »
(Shabbath 151b)

Tuttavia la concezione più innovativa di Lilith offerta dal Talmud appare in Erubin, ed è più che probabile che sia responsabile del mito di Lilith per i secoli a venire:

« R. Jeremiah b. Eleazar disse inoltre: in tutti quegli anni [130 anni dall’espulsione dal giardino dell’Eden] durante i quali era bandito, Adamo generò fantasmi e demoni maligni e demoni femmina [demoni della notte], come è detto nelle Scritture: “E Adamo visse cento e trenta anni e generò un figlio a lui somigliante (Shet, come Abele, è fratello di Caino), fatto a sua immagine, e da ciò segue che prima di quel tempo non avesse generato a sua immagine… quando vide che attraverso di lui la morte era divenuta punizione spese cento e trenta anni in dissolutezze, tagliò i ponti con sua moglie per 130 anni, indossò vestiti di fico per 130 anni.”Questa citazione [di R. Jeremiah] fu fatta in riferimento al seme che Adamo emise accidentalmente. »
(‘Erubin 18b)

Confrontando ‘Erubin 18b e Shabbath 151b con il brano dallo Zohar: “Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri” (19b), sembra chiaro che questo passaggio del Talmud indica una unione tra Adamo e Lilith.

Nella Qabbalah ebraica

Lo Zohar ammette che Adamo si accoppiasse con Lilith sino a quando poi incontrò e conobbe Eva, sua compagna naturale; dopo il peccato originale Adamo rifiutò di incontrare Eva per 130 anni, periodo durante il quale egli perse il proprio seme (in questo, anche se in modo differente, fu simile ai peccatori puniti con il diluvio universale che sprecarono il seme a terra) la Qabbalah afferma che da questo seme sorsero molti demoni. In seguito, dopo i 130 anni, Adamo si riunì ad Eva.

Il mito di Lilith come prima figura femminile incontrata da Adamo, viene ripreso nel XIII secolo in quello che divenne un testo canonico della letteratura post-talmudica, appunto il Sèfer ha-Zòhar o “Libro dello splendore”, secondo l’Halakhah scritto da Shimon bar Yohai o, secondo altri, da un anonimo in Castiglia, o anche da Moshe de Leon. Lo Zòhar è una raccolta di discorsi, alcuni laconici e oscuri, altri fioriti e dotati di una particolare inventiva lessicale che reinterpreta e reinventa le tradizioni, a volte ispirando il dubbio, altre volte dando l’impressione di trovarsi di fronte a realtà profonde e terribili. È stato considerato da molti mistici ebrei come il testo più vicino ai propri sentimenti.

Manoscritti di Qumran

Nei manoscritti non biblici di Qumran sono presenti passi che hanno molte similitudini con le proprietà attribuite a Lilith. Un riferimento è nella “Canzone per un sapiente”(4Q510-511), e un’allusione trovata da A. Baumgarten nel “La seduttrice” (4Q184).
Il primo riferimento a Lilith nella Canzone appare al 4Q510, frammento 1:

« Ed io, il Maestro [lett. l’Istruttore], proclamo il Suo glorioso splendore così da atterrire e terrorizzare tutti gli spiriti degli angeli distruttori, gli spiriti dei bastardi, demoni, Lilith, urlatori, e [abitatori del deserto] e coloro che cadono sugli uomini senza avvertimento per sviarli da uno spirito di comprensione e per rendere i loro cuori e i loro [-] desolati durante l’attuale dominio di malvagità ed il predeterminato tempo di umiliazione per i figli della luce, attraverso la colpa, nelle ere, di coloro che sono afflitti dall’iniquità- non per la distruzione eterna, ma per un’era di umiliazione per la trasgressione. »

Collegato al Libro di Isaia:

« Le bestie del deserto s’incontreranno con le bestie che ululano, i capri si chiameranno l’un l’altro; vi si stabiliranno anche le civette e vi troveranno un luogo di riposo. »  (Isa 34:14)

Questo testo liturgico tenta di prendere le distanze dalla presenza di entità soprannaturali malefiche e allo stesso tempo dimostra familiarità con Lilith. Diversamente dal testo biblico, questo passaggio non ha funzioni socio-politiche in nessun programma. Serve da Esorcismo (4Q560) e Canzone dei Demoni Dispersi (11Q11), a tal punto da essere compresa in alcuni incantesimi. Comparabile al rilievo dell’Arslan Tash, usato per “aiuto nella protezione dei fedeli contro il potere degli spiriti.” Il testo è così, per una comunità “profondamente coinvolto nel regno della demonologia”, un inno esorcistico.

Un altro testo scoperto a Qumran, di solito associato al Libro dei Proverbi, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa e attraente – la Seduttrice (4Q184). L’antico poema, risalente al I secolo ma plausibilmente molto più vecchio, descrive una donna infida e avverte continuamente il lettore dei pericoli di un incontro con lei. Di solito la donna descritta nel testo è eguagliata a una “strana donna” dei Proverbi 2 e 5, e per una buona ragione; il parallelo è immediatamente riconoscibile:

« La sua casa sprofonda nella morte,
Ed il seguirla porta alle ombre.
Tutti coloro che la seguono non possono tornare
E trovare ancora le vie della vita. »
(Proverbi 2:18-19)
« I suoi cancelli sono cancelli di morte
e dall’entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai,
e coloro che la possiedono scenderanno l’Abisso. »
(4Q184)

Tuttavia, ciò che quest’associazione non considera sono le ulteriori descrizioni della “Seduttrice” del Qumran che non possono essere associate alla “strana donna” dei Proverbi; ad esempio, le corna e le ali: “una moltitudine di peccati è nelle sue ali”. La donna illustrata nei Proverbi è probabilmente una prostituta, o almeno una sua rappresentazione, e una di quelle con le quali la comunità del testo aveva familiarità. La “Seduttrice” del testo del Qumran, diversamente, non può aver rappresentato una minaccia sociale esistente date le caratteristiche ascetiche della comunità in questione. Diversamente, il testo del Qumran utilizza l’immagine dei Proverbi per presentare una minaccia più ampia e soprannaturale, la minaccia del demone Lilith.

Cristianesimo e traduzioni della Bibbia

Anche in ambito cristiano si trova Lilith responsabile della morte dei neonati, si giustificavano così le numerose morti nei primi 20 giorni di vita. Geronimo di Cardia tradusse Lilith con lamia, un mostro che Orazio (De Arte Poetica liber, 340) descrive come una strega che rapisce i bambini, affine alla bretone Morrigan, nella mitologia greca invece è descritta come una regina libica che si accoppiò con Zeus. Dopo che Zeus ebbe abbandonato Lamia, Era rubò i figli di Lamia, e Lamia si vendicò rapendo i figli di altre donne.

La traduzione gufo stridente della versione della Bibbia di Re Giacomo è senza precedenti. Apparentemente un tentativo di rendere l’atmosfera tetra del suo passaggio scegliendo un paragone animalesco, per quanto difficile da tradurre dalla lingua ebraica, come “gufo” (yanšup, probabilmente un uccello acquatico) e “grande gufo” (qippoz, più propriamente un serpente).

Le traduzioni più recenti includono:

  • gufo della notte (Young, 1898)
  • mostro della notte (ASV, 1901, NASB 1995)
  • tormento della notte (RSV, 1947)
  • creatura della notte (NKJV 1982, NLT 1996)

Lilith sconfitta

Quale che sia l’origine di Lilith, la sua fine appare segnata.
Da Zohar 3:19a si apprende infatti che “Quando l’Altissimo, santificato sia il nome Suo, causerà la distruzione dell’empia Roma, e la muterà in rovine per l’eternità, ivi Egli invierà Lilith, e lascerà che infesti tali rovine, poiché ella è la rovina del mondo.”

Simboli e magia

Le tradizioni che riguardano la Luna Nera sono svariati: si possono trovare delle tracce in quasi tutte le civiltà e culti, mentre la sua immagine viene spesso accostata all’elemento del fuoco o del vento notturno. La Tradizione che riguarda la stregoneria ci mostra Lilith sempre pronta ad un amplesso mai consumato, travolgendo i sensi dell’ uomo donando la finzione di un amplesso coinvolgente e distruttivo, alla fine del quale rimane sempre vergine.

La figura di Lilith viene spesso accostata ad un principio negativo e oscuro. Alcune tradizioni magiche la pongono come protettrice dei negromanti durante le evocazioni o come guida sulla terra per gli Spiriti assetati di vapori sanguigni. Tutto ciò lascia comunque molto spazio alla fantasia ed alla suggestione, gli occultisti considerano invece Lilith come una entità che influenza gli esseri umani nel loro aspetto sessuale – celebrale, provocando un forte eccitamento intellettuale ed una ipersensibilità erotica, entrambi a volte indice di genialità e sregolatezza, ma anche di “alterazioni” sessuali quali il sadismo. Tralasciando questa prima analisi è comunque universalmente accettata l’immagine di Lilith come quella di una forza bipolare, in grado di provocare attraverso manifestazioni bivalenti (femminili e maschili), anche fenomeni di infestazioni, squilibri, disarmonie ed a volte follie autodistruttrici.

“Tu, come lama di coltello sei entrata nel mio cuore in lacrime!
Tu, forte come una schiera di demoni, folle ed in ghingheri,
sei venuta a fare del mio spirito umiliato il tuo letto ed il tuo regno!
Tu, infame alla quale son legato come il forzato alla catena.”

Charles Baudelaire, “Il Vampiro”

Nell’Astrologia Karmica e quindi anche nello Zodiaco, Lilith rappresenta la Luna Nera, i lati più oscuri dell’essere umano: la parte intuitiva – istintiva e selvaggia, imprevedibile e ingovernabile dall’uomo.

La Luna Nera è la manifestazione tangibile della discesa negli inferi.

Esistono svariati incantesimi e rituali per invocare/evocare Lilith. Una delle tante riporta un mantra da ripetere tredici volte, Essa potrebbe manifestarsi:

MARAG AMA LILITH RIMOK SAMALO NAAMAH

Oltre al mantra esistono rituali legati al culto della Dea Lilith: uno di questi curato da Rendhell nel libro “Lilith, la Sposa di satana nell’Alta Magia”, Mastrogiacomo, 1981, nel quale l’autore pubblica anche una documentazione fotografica di un rituale di una Congrega Lilithiana. L’altro è il corpus di istruzioni date da M. D’Angelo in Magia Sessuale, Lilith la Dea Nera (Ed. All’Insegna di Ishtar ma di prossima riedizione per Atmosfera in una nuova edizione ampliata ed accresciuta).

LILITH ZORHA ECHIDNA

Entrambi gli Autori concordano nel raccomandare l’evocazione di Lilith nel periodo di transito della Luna in Bilancia, III decano. E sempre entrambi, come da tradizione, indicano quale giorno dell’anno consacrato alla dea il 23 dicembre. Talvolta questo periodo è esteso ai “giorni del caos” ovvero quei giorni che dal 23 dicembre vanno fino al 6 gennaio.
Spinelli (Legioni, Vol. II) dice: “Per Tradizione il lasso temporale più appropriato alla celebrazione del Sabba Lilithiano è quello che precede lo Yule (la notte più lunga dell’anno). Il periodo (una decina di giorni) che prepara l’arrivo del Solstizio d’inverno viene chiamato “lo Spazio del Caos”, a causa della variabile ed incostante durata dei giorni e delle notti, sconvolgente anomalia nell’altrimenti regolare e progressivo alternarsi dei luminari, Sole e Luna. Lo Yule è il momento culminante delle celebrazioni in onore di Lilith; questo momento infatti è da sempre conosciuto come “la Notte della Noumenia” (notte della Luna Nuova o Nera); Ra, il Sole, si accinge all’estrema, declinante contrizione: il suolo è duro e ghiaccio, mentre la Natura, letargica in esso, si appresta a glorificare l’ennesima germogliante primavera. La Terra, utero roccioso, feconda nel proprio ventre il seme spermatico della vita; essa prepara la logica e ciclica rinascita, servendosi dell’incantesimo del buio perenne e della sospensione evolutiva. È il tempo durante il quale la giovane Dea-Vergine si concede al suo amante ctonio: Ella, trascurata dall’apollinea carezza, ricerca nell’abbraccio di Ade il remoto calore che sale dall’Abisso, luogo gonfio di lava ribollente ove pulsa l’infuocato cuore del pianeta. È la stagione in cui il potenziale dinamico ed esplosivo delle forze si concentra, preannunciando la travolgente ed immancabile affermazione di sé”.
Un ulteriore giacula evocatorio di Lilith è dato da Le Gerarchie dei Demoni, Aa Vv (Ed. SEB) che dilata il periodo dal 2 di novembre al 13 gennaio.

“Lilith, Lilith mia nera Signora, ai tuoi piedi adorati io mi inchino fremente (eseguire),
Lilith, Lilith, tripudio della carne, al Tuo rosso sigillo io pongo le mie labbra! O Grande Madre dell’impurità”

La seguente invocazione è data dal Karlsson:

L’INVOCAZIONE DI LILITH
LEPACA LILITH RUACH BADAD ARIOTH SAMALO SCHED
Lilith, apri il tuo grembo, apri il guscio dell’oscurità ed emergi dalla caverna dei sogni oscuri
Lilith, che il tuo sangue scorra come lava vulcanica e sia la forza attraverso la quale sorge il Drago.
OPUN LILITH AMA LAYIL NAAMAH RIMOG ARIOTH LIROCHI LILITH
O’ Lilith, il mondo è sedotto dal tuo abbraccio e lì ciò che rimane di tutte le ere può incontrarsi sotto l’ombra della tua crudeltà.
NAAMAH RIMOG ARIOTH LIROCHI LILITH
Lilith, tu stringi lo scettro e hai il dominio
Donaci il dominio e la realizzazione dei nostri sogni
LEPACA LILITH RUACH ARIOTH NAAMAH SAMALO SCHED
HO DRAKON HO MEGAS

Questa breve nota su Lilith non sarebbe completa se tra le tante fonti riportate non si inserissero due ulteriori contributi; l’uno di M. Ford che in Adamu, Luciferian Tantra and sex Magic ci rende conto di alcuni dei nomi segreti di Lilith, 14 per la precisione. I 14 nomi sono: Lilith (Lilitu), Babalon (dall’Apocalisse e dal Crowley), Vadak (questo ed i tre seguenti ricavati dallo Zorastrismo), Duzhyairya, Khnanthaiti ,Mush, Kalubtza (questo ed i seguenti dagli scritti del Profeta Elia), Pirtsha, Abito, Amozrpho, Odamu, Kephido, Haqash, Abizo, Shatrina, Tatrota.

L’altro è un contributo, molto affascinante, dato su un forum dall’utente Black Aracne in risposta alla trascrizione di un rito evocatorio di Lilith basato su una scrittura di Kelly e Dee nel XVI° Secolo.
“Lilith. Il Serpente Teth circonda con le sue Spire il Desiderio di essere Ottenuto. LI dall’Ebraico è “a me”: “A Me, a Me il Serpente!”. Inoltre la Lamed è la Lettera più Alta dell’Alfabeto Ebraico, Yod la più Bassa, Alto e Basso Uniti, Due Volte. E Teth Osserva. Lamed, la lettera che tende all’Alto, l’Evoluzione. Yod, la lettera che tende al Basso, l’Involuzione. Esterno ed Interno, Alto e Basso. Il Potenziale espresso nella Stasi: la Duplicità di Lilith, di cui un lato è noto, e l’altro no. La Luna riflessa nell’Acqua del Pozzo, la Luna nel Cielo incastonata, gioiello della Santa Peccatrice. Da Lilith, Lilas, il Gioco della Dea. Da Lilas, Lilium, il Bianco Fiore, Purezza Interiore e Verginità. Lilith come Sposa di Samael il Cieco, o il Santo Veleno di Dio, VITRIOL. Lilith la Santa e la Meretrice. Lilith la Nera e la Bianca. Lilith la Fertile e la Sterile, la Madre e l’Adultera, la Grande e la Piccola, la Dea ed il Demone, il suo rito di Carne e di Sangue, nel Gesto e nella Parola, nel Sesso e nella Castità, nel Silentium Eterno che come Serpente Appare e nel Cuore Infinito che è cinto dal Serpente. Lamed e Yod, Riflesse, dalla Teth Circondate”.

EVOCAZIONE A LILITH

Tratto da : O.A.S. “Le legioni di Shaytan”

L’ EVOCAZIONE DI LILITH, UN RITO DI SESSUALITA’ OSCURA

di Joseph Max. 555 e Lilith Darkchilde 777
I rituali postati sono stati modificati in modo tale da permetterne l’utilizzo solo e unicamente ad un pubblico preparato esotericamente.

L’evocazione è il testo di un messaggio trasmesso da un’entità spirituale non identificata a Sir Edward Kelly nel 1592, nel corso di una seduta di visione astrale. Kelly, con il dott. Dr John Dee (l’astrologo reale della regina Elisabetta) è all’origine del sistema di magia Enochiana.

La visione di quest’entità terrorizzò talmente Kelly che egli abbandonò a partire da quel giorno i suoi lavori magici. Sebbene Kelly non abbia mai identificato l’entità, si trattava a nostro parere dell’egregore di Lilith.

L’Appello di Lilith è adattato sulla base dell'”Inno a Ecate” di Frater U.D.

“AVVERTENZE”: Lilith è un evocazione primitiva dell’animale oscuro. Ella è potenza e dominio sessuale senza ostacoli. Quest’evocazione non deve essere tentata da una persona che non abbia grande esperienza di magia cerimoniale, né da qualcuno che abbia problemi psicologici non risolti e legati alla sessualità. Se deve scorrere sangue, o se alla cerimonia seguono attività sessuali, sarà opportuno osservare le precauzioni contro le malattie trasmesse dal sangue e dai fluidi sessuali. Sarebbe opportuno designare un “guardiano” che “osserverà” lo svolgersi del rito da un punto di vista distaccato, ed interverrà se i partecipanti, nella
loro frenesia, si trovassero sul punto di commettere atti pericolosi. Il guardiano dovrebbe tracciare il proprio cerchio di protezione attorno a se stesso. Il guardiano non dovrebbe intervenire a meno che non vi sia il rischio di gravi ferite fisiche; altrimenti è opportuno lasciare che gli avvenimenti si svolgano al loro ritmo. Tutti coloro che temano i possibili effetti psicologici di questo rito farebbero bene a non parteciparvi. Non è per i timidi.

Siete stati avvertiti, ormai tutto è lasciato a discrezione dei partecipanti. Gli autori respingono ogni responsabilità relativa all’irresponsabilità di coloro che realizzeranno il rito. Vi abbiamo avvertiti!

Materiale:

– candele nere o viola
– incenso (al muschio)
– un calice d’argento
– una frusta (genere gatto a nove code)
– una mantellina nera, di preferenza in raso (per l’operatrice)
– del vino rosso
– un bisturi a scalpello (sterilizzato) o ad ogiva per prelevare il sangue
– un buon impianto stereo et una buona scelta musicale a carattere sessuale.
(Diamanda Galas, “Deliver Me From My Enemies” oppure This
Mortal Coil, “Filigree and Shadow”, costituiscono scelte eccellenti, ma ognuno scelga secondo i propri gusti).

Preparazione :

Lilith è l’aspetto femminile primitivo della sessualità oscura. Per questa ragione, gli autori ritengono che l’invocazione abbia maggiori possibilità di riuscire se L’Operatore Principale è una donna. Non scartiamo la possibilità di successo con un operatore principale di sesso maschile, ma egli dovrà essere in grado di entrare sufficientemente in contatto con la propria natura femminile primitiva per riuscire ad invocare il più fondamentale dei demoni femminili. I partecipanti possono essere
maschi, femmine, misti in qualunque proporzione. Le applicazioni di questo rito possono essere molto diverse. Poiché si tratta di un lavoro che combina le energie lunari e saturnine, lo si può accostare come una rappresentazione rituale del sesso e della morte (suona molto Thanatéros, vero ?) – molto vicina all’Invocazione di Thanatéros di Carroll nel suoi Liber Kaos. Così come è presentato qui, si tratta di un rituale di liberazione impiegato anche per generare dell’evocazione una Parola di Potere di cui i partecipanti
si serviranno in seguito e quindi la Dichiarazione di Intenzione rispecchia questo intento. La Dichiarazione deve essere adattata specificamente all’espressione delle intenzioni di un dato lavoro.

Il Rito :

0. Grandi candele nere vengono disposte in cerchio attorno al tempio ed accese, si bruciano grandi quantità di incenso. La
stanza deve essere piena di fumo.

1. Bandire con il Piccolo Rituale del Pentagramma, il Vortice o un’altra procedura desiderata.
2. L’Operatrice Principale,nuda sotto il suo abito nero, prende posizione nel centro del cerchio. Essa tiene una frusta nella mano destra. Gli altri partecipanti siedono in cerchio attorno all’Operatrice Principale. Sale il volume della musica.

3. L’operatrice Principale formula la Dichiarazione di Intenzione e tutti i partecipanti fanno eco,: “E’ nostra intenzione evocare l’égrégore di Lilith, perché grazie al suo spirito noi facciamo l’esperienza
del potere del Sesso e della Morte et otteniamo la sua Parola di Potere!”

4. L’Operatrice principale recita il passaggio che segue (vedi note) per invocare il personaggio di Lilith nel suo corpo e nel suo spirito :

“Sono la figlia delle Fortezza, cui si sottrae la giovinezza in ogni ora. Poiché, vedete, sono la Comprensione e la scienza mi abita; ed i cieli mi opprimono. Essi mi bramano e mi desiderano, hanno di me una fame senza fine, poiché nessuno mi ha mai stretta, poiché io sono coperta dall’ombra del Cerchio delle Stelle e dall’ombra delle nuvole del mattino. I miei piedi sono più rapidi del vento e le mie mani più dolci della rugiada del mattino. I miei abiti risalgono all’alba dei tempi e la mia dimora è in me stessa. Il leone non sa ove io cammini, e le bestie dei campi non mi comprendono affatto.
Sono deflorata e tuttavia sempre vergine; santifico e non sono affatto santificata. Felice colui che mi stringe: poiché io sono dolce la notte e colma di gioia di giorno. La mia compagnia è armonia di vari simboli e le mie labbra sono più dolci della salute stessa. Sono la prostituta di chi mi rapisce , ed una vergine per coloro che non mi conoscono. Purgate le vostre strade, o voi figli degli uomini e pulite le vostre dimore, divenite santi ed indossate la rettitudine. Cacciate le vostre vecchie prostitute e bruciate i loro abiti ed allora genererò per voi dei figli che saranno i Figli del Consolidamento nell’Era che verrà.”

5. I partecipanti si mettono allora a cantare il mantra di Lilith. Quando essi si mettono a cantare, l’O.P. deve immergersi in una trance gnostica profonda ed invocare lo spirito di Lilith nel suo corpo . “Carne ella mangerà e sangue ella berrà!!”
(si ripete).

6. Mentre il canto prosegue, uno dei partecipanti (Il Secondo Operatore) recita quanto segue: “Ella è oscura, ma luminosa! Nere sono le sue ali, nere su nero! Le sue labbra sono rosse come la rosa, che baciano tutto l’universo! Ella è Lilith, che guida le orde dell’abisso, e conduce gli uomini alla rovina! E’ Lei, l¹irresistibile che colma tutti gli appetiti carnali, profetessa del desiderio. E’ la prima di tutte le donne, Lilith e non Eva! La sua mano genera la rivoluzione del Volere e la vera libertà dello spirito! Ella è KI – SI – KIL – LIL – LA – KE, Regina del Circolo Magico! Contemplate la sua lussuri e la sua disperazione!”

7. I partecipanti si mettono a cantare “Lilith! Lilith! Lilith!”, ripetendolo mentre l¹O.P. invoca l¹égrégore di Lilith. A
turno, si passano il bisturi, incidono il pollice sinistro e si ungono la fronte con il sangue. Poi si passano il calice (ché è riempito di vino rosso) e lo portano a turno alla fronte. Una volta che ciò è terminato, il calice viene dato all’O.P. che lo beve d’un fiato, Questo è il punto culminante dell’invocazione.
8. Se l’invocazione è coronata da successo, tutti i partecipanti dovranno percepire allo stesso tempo paura, desiderio e la voglia di sottomettersi. Si dovrebbe impiegare un’iper-ventilazione forzata, o un’altra variante della Postura del Cadavere per aumentare il livello di gnosi di ogni partecipante, fino ad essere vicini allo svenimento. Quando i partecipanti soccombono a quest’emozione, devono cadere a terra e prosternarsi di fronte a Lilith.

9. Ciò che segue non è specificato ed è lasciato alla volontà dell’égrégore. Essa può scegliere di frustare i partecipanti, di burlarsi di loro, di attrarli, di sedurli. Essa può costringerli a praticare innumerevoli atti sessuali. Tutti i partecipanti devono sottomettersi alla sua volontà, qualunque essa sia: sarebbe estremamente pericoloso disobbedire, ci si guardi dal furore di Lilith!

10.Per finire, l’energia del gruppo incomincerà a decrescere. A questo punto, il Secondo Operatore (spinto dal guardiano, se necessario) si alzerà, farà fronte all’O.P. e reciterà ciò che segue con voce autoritaria:

“Nera Luna, Lilith, oscura sorella,
Le cui mani lavorano la melma infernale,
Quando sono debole, quando sono forte
Mi lavorano come il fuoco lavora l’argilla.
Nera Luna, Lilith, Giumenta della Notte,
Tu metti al mondo i tuoi piccoli,
Pronuncia il Nome e prendi il volo,
Pronuncia subito il suono segreto!”

11. L’O.P., dalle profondità della sua trance Lilithiana, urlerà un Nome, come fece la leggendaria Lilith quando proferì l’impronunziabile nome di Dio per lasciare l’Eden e raggiungere i cieli. Non si sa prima quale sarà questa parola, ma sarà con certezza una Parola di Potere che i partecipanti potranno pio impiegare nei loro lavori magici.

12. Se tutto è stato eseguito correttamente, lo spirito di Lilith fuggirà dall’O.P. quando questa proferirà il Nome, e l’O.P. probabilmente si accascerà al suolo, sfinita. Il guardiano o il secondo operatore traccerà allora un pentagramma , punta verso
l’alto, al di sopra dell’O.P., e le si laverà il viso con acqua fredda. Poi la si chiamerà con il suo vero nome fino a che essa non risponda. .

13. Si esegue il bando e poi si chiude il tempio.
Invocazione per il rituale contro Lilith, da eseguirsi prima della copula matrimoniale.
Zohar III,19a

Nell’ora in cui l’uomo si unisce con sua moglie deve volgere il pensiero alla santità del suo Signore, e dire:

«Coperta di morbido velluto – sei tu qui?
Via, via!
Non entrare e non uscire!
Nulla di tuo e nulla della tua parte!
Voltati, voltati, il mare infuria,
Le sue onde ti chiamano.
Ma io afferro la parte santa,
Con la santità del Re il sono ricoperto.»

Poi deve avvolgere per un certo tempo la sua testa e quella di sua moglie in un panno, e successivamente spruzzare limpida acqua attorno al letto.
(The Israel Museum, Jerusalem)
Il Signore parla a Mosé e dice: Parla ad Aronne e ai suoi figli,
dicendo: Così tu benedirai gli Israeliti; Tu dirai loro, il SIGNORE vi benedice [e vi tengo;] il SIGNORE fa splendere il suo volto su di voi ed è grazioso con voi; il SIGNORE fa splendere il suo favore su di te, e vi dà pace. perciò essi attribuiranno il mio nome agli israeliti, e li benedirò. [Num. 6.22-27 )

4 Eva Adamo
5 Sarah Abramo
6 Rebecca Isacco
7 Rachele Lea Giacobbe
8 Bethsheba Davide

Un canto di ascensione, Sollevo i miei occhi alle colline. Da dove verrà il mio aiuto? IL mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra. Egli non lascerà si sposti il tuo piede; con lui che ti tiene non ti addormenterai.Colui che tiene Israele non si assopirà né dormirà. Il SIGNORE è il tuo guardiano, il SIGNORE è l’ombra alla tua destra. Il sole non ti colpirà di giorno, né la luna di notte. Il SIGNORE ti preserverà da tutti i mali; Il SIGNORE ti preserverà da tutti i mali; egli manterrà la tua vita. il SIGNORE ti preserverà nell’andare e venire in questo tempo e per sempre.

Sotto le due braccia :
םיקיזב רוסא תיליל
Che Lilith rimanga incatenata!

In verticale:
ץפצמ
Il nome divino scritto impiegando atbash.

In orizzontale:
[-ה]י רמוש SIGNORE proteggi
הז דליל הו questo fanciullo
לכמ רלונש che è un (neo)nato da tutti i
קזנ mali
[לכ]מו e da (tutto il)
ער male
ןמא Amen

PROTEZIONE

Questa coppa, proveniente da Seleucia sul Tigri e datata al settimo secolo a C. In essa è contenuto un incantesimo protettivo a favore di Negray figlia di Denday e dei suoi figli maschi e femmine perché venissero salvaguardati “dalla maledizione della prostituta” (ovvero di Lilith) e “dall’invidia dei dipendenti che rubano i guadagni e da quella dei fratelli che non li dividono equamente” (la famiglia della gentildonna, par di capire, gestiva un bordello). Ciò, per intercessione “di Azdai e Yazdun e Yaqrun e Prael il grande e Raphael e Sahtiel”Il testo è scritto in mandaico e alla coppa era sovrapposta un’altra coppa sigillata con una resina adesiva. Nella cavità interna venivano posti gusci d’uovo o Frammenti di teschi umani con iscrizioni, che servivano come “esche” per le entità malefiche. Anche questi sono stati trovati. In alternativa, le coppe venivano poste rovesciate su un piano orizzontale liscio che le sigillava. Alcune di queste coppe si sono rinvenute presso cimiteri. Servivano per intrappolarvi fantasmi che poi venivano inviati ad infestare le case dei nemici. In genere sono di terracotta (poco costose), ma talvolta sono in bronzo, enormemente più caro ma più robusto: la rottura accidentale della coppa avrebbe comportato la liberazione del demone, con comprensibili esiti nefasti.

Questa ulteriore coppa contiene un incantesimo protettivo contro Lilith, che vi è realisticamente raffigurata.
Il testo dice: “Siete tutti legati e sigillati, voi dèmoni e diavoli e Lilith, da questo forte e infrangibile incantesimo, […] La malefica Lilith, che fa sviare il cuore degli uomini e appare loro nei sogni notturni e nelle visioni diurne, che arde e infiamma con gli incubi, attacca e uccide gli infanti, maschi e femmine.

Sempre contro Lilith è quest’ultima coppa, il cui testo, destinato evidentemente a liberare una casa da un’infestazione, è di particolare interesse.

“Nel nome del Signore della Salvezza è stata approntata questa coppa a salvaguardia della casa di Geyonai bar Mamai, perché si allontani da essa la malvagia Lilith, nei nomi IHVH e AL qui tracciati. Lilith: i Lilin maschi e le Lilith femmine (ovvero i dèmoni succubi e incubi ); […] Tu, Lilith, il maschio Lilin e la femmina Lilith, […] Voi, Lilith, il Lilin maschio e la Lilith femmina, la Megera, e Colui che Afferra: io vi esorcizzo…”

 


One thought on “Lilith: madre dell’oscurità e della tempesta

  1. Un bellissimo testo e anche molto completo, io da seguace di Lilith ho conosciuto, anzi sono stata graziata da un suo altro aspetto: La Dea del coraggio e della conoscenza, asperti poco collegati (peccato) a Lilith, da quando la grande Lilith mi ha scelta l, mi ha insegnato ad essere forte e sicura di me, mi sta insegnando tante cose a livello magici e mi ha dato tre regali molto speciali, insomma Lilith non è solo sesso, anzi per quanto riguarda me lei non ha volutamente manifestarmi questo suo lato poiché la mia crescita aveva bisogno di altro… Di forza e di carattere… Ringrazio ogni giorno la grande Lilith

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